Comunicato
Stampa
VIOLENZE, MANIE,
PSICOSI, ALLUCINAZIONI, SUICIDIO E PERSINO IDEE OMICIDE
Sparatoria in Arizona - Mentre le case farmaceutiche
continuano a ripeterci che ci servono più farmaci, proviamo a porci
le giuste domande.
Dal CCHR Internazionale
Ogni volta c'è una
sparatoria nelle scuole, o qualche massacro insensato, la stampa
vuole convincerci della necessità di rinforzare i dipartimenti di
salute mentale preposti a " prevenire " queste tragedie - ben prima
che i fatti del caso siano stati investigati. Infatti, la maggior
parte della stampa non appare cosi interessata nel portare i fatti
alla luce cosi come lo sono nel raccomandare presunte soluzioni. Se
investigassero un po’, scoprirebbero che la maggioranza delle
persone che hanno commesso questi atti erano già in cura con
psicofarmaci. Come ormai ampiamente dimostrato (basta leggere bene i
bugiardini) molti di questi psicofarmaci possono causare violenze,
manie, psicosi, allucinazioni, suicidio e persino idee omicide.
Nei precedenti casi di massacri/sparatorie, quando un reporter
investigativo (come Douglas Kennedy di Fox National News) si metteva
al lavoro, si scopriva che l'assassino era sotto l'influenza di
farmaci psicotropi, o in crisi di astinenza da essi. A quel punto,
di solito, la stampa ufficiale dà fiato alla tromba di Big Pharma e
diffonde il messaggio di rito: "non ci sono prove che questi farmaci
causano violenza o comportamento omicida".
Beh, a livello internazionale (Stati Uniti, Unione Europea,
Giappone, Regno Unito, Australia e Canada) si contano ventidue
avvertimenti da parte di varie Autorità del Farmaco sul legame tra
psicofarmaci e violenza, manie, psicosi, e persino idee omicide.
Appena una settimana fa il TIME Magazine scriveva di uno studio
dell'Institute for Safe Medication Practices, riferendo che
"basandoci sui dati dell’autorità statunitense del farmaco, sono
stati identificati 31 farmaci che sono sproporzionatamente connessi
con comportamenti violenti verso altre persone." E nei primi 10, 8
sono psicofarmaci: 5 antidepressivi tra i più diffusi, due
anfetaminici (curerebbero l’iperattività) e un ansiolitico.
"Quando le persone pensano alle connessioni tra farmaci e violenza”
- scrive il Time Magazine - “ciò che normalmente viene in mente sono
droghe illegali come crack e cocaina. Invece, alcuni medicinali -
particolarmente, gli antidepressivi come il Prozac - sono connessi
con l'aumento dei rischi di violenza, e persino comportamento
omicida”.
Ben 10 dei recenti massacri sono stati commessi da persone sotto
l'influenza di psicofarmaci documentati essere la causa di
comportamenti violenti, dando come risultato 54 morti e 105 feriti
gravi, ma la verità potrebbe essere ancora più tragica, considerando
che in parecchi casi la documentazione medica è stata sigillata o i
documenti di autopsia non sono stati resi pubblici o i test
tossicologici non sono stati fatti per evidenziare la presenza di
psicofarmaci, oppure non sono stati resi pubblici.
Nel caso di Loughner ci si chiede come mai nessuno stia prendendo in
considerazione questa linea d’investigazione, soprattutto in quanto:
1) I documenti del tribunale mostrano che Jared Loughner è stato
prosciolto il 9 dicembre 2008, dopo che lui completò alcuni
programmi di recupero. Quali erano questi programmi? Includevano
trattamenti a base di psicofarmaci come nel caso del programma dell'
assassino della Columbia, Eric Harris?
2) Il Wall Street Journal riporta, "Un compagno di classe disse che
Loughner era diventato un suicida". Considerando che la FDA aveva
accertato il legame tra antidepressivi e idee suicide (come lo fanno
anche altri farmaci psichiatrici) Loughner era già sotto l'influenza
di tali farmaci?
3) La stampa ha riportato che Loughner era stato "bandito dal campus
a causa di una pendente valutazione psicologica." Ebbene? Ricevette
una valutazione? Era mai stato in trattamento con psicofarmaci?
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di
informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi
psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma
richiedere accurate analisi mediche, oltre ad informarsi
attentamente sugli effetti dei farmaci antidepressivi.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org