Federico I Barbarossa
(Imperatore del Sacro Romano Impero)
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Venne
eletto quindi re di Germania dalla Dieta di Francoforte (4 marzo 1152). La
politica di Federico mirò al ristabilimento dell'autorità imperiale sia in
Germania sia in Italia, e alla limitazione del potere papale. In Germania
riuscì ad appianare i contrasti concedendo allo zio Guelfo IV la marca di
Tuscia e il ducato di Spoleto, a Enrico Jasomirgott la marca dell'Austria
con la dignità ducale; infine si accordò con il cugino Enrico il Leone
concedendogli oltre alla Baviera anche il ducato di Sassonia. Completamente diversa da quella tedesca era la situazione in Italia, dove si andava sempre più affermando l'autonomia comunale. Federico scese una prima volta in Italia nel 1154, dopo che con la firma del Trattato di Costanza (1153) aveva promesso a papa Eugenio III (1145-53) di intervenire per reprimere la ribellione della cittadinanza di Roma che, spronata dalla predicazione di Arnaldo da Brescia, si era costituita in libero comune. Anche l'imperatore d'Oriente, Michele Comneno, invocava l'intervento di Federico per contrastare la minacciosa potenza dei Normanni nell'Italia meridionale. Giunto a Roma, Federico catturò Arnaldo da Brescia, che fu bruciato sul rogo come eretico, e si fece incoronare imperatore (1155) da papa Adriano IV succeduto a Eugenio III. . .
Non
proseguì la spedizione contro il regno normanno nell'Italia merid. e
ritornò in Germania. Il contrasto con il potere papale, già accennatosi al
momento dell'elezione imperiale, andò più chiaramente delineandosi nel
1157 quando, durante la Dieta di Besançon, il rappresentante del papa, il
cardinale Rolando Bandinelli, si scontrò con il cancelliere imperiale
Rainaldo di Dassel sostenendo la tesi della dipendenza feudale degli
imperatori dai papi. Nel 1158, di nuovo in Italia, il Barbarossa convocò a
Roncaglia una dieta, durante la quale emanò la Constitutio de Regalibus.
Tale atto, che vietava tra l'altro la costituzione di leghe tra città,
mirava a concentrare tutto il potere nelle mani dell'imperatore,
pretendendo anche la restituzione delle regalie imperiali e installando un
podestà imperiale in ogni città. Milano, che si era ribellata a queste
decisioni, fu rasa al suolo (1162). Nel 1159 frattanto saliva al seggio
papale Rolando Bandinelli col nome di Alessandro III; a questi, Federico
oppose in un primo momento l'antipapa Vittore IV, in seguito Pasquale III.
I
Comuni d'altro canto non rinunciarono alla loro politica autonomistica e
costituirono la Lega Veronese dapprima, la
Lega Lombarda poi (giuramento
di Pontida, 7 aprile 1167). Ritornato in Italia con un forte esercito, il
Barbarossa conquistò Ancona e occupò Roma, costringendo Alessandro III a
rifugiarsi in Francia. Nel corso di un'ultima discesa in Italia, Federico
tentò invano l'assedio di Alessandria (ottobre 1174-aprile 1175).
Sconfitto a
Legnano dalla Lega comandata da Alberto da Giussano
(maggio
1176), fu costretto a trattare
la pace. Raggiunse così un accordo con
Alessandro III riconoscendolo quale
La notizia (1187) della conquista di Gerusalemme da parte del Saladino spinse l'imperatore a intraprendere la III Crociata (Dieta di Worms, 1188) che si concluse per lui tragicamente; infatti annegò mentre faceva il bagno nel fiume Selef nell'Asia Minore.
La figura del Barbarossa è tra le più
rilevanti del Medioevo: specie in Germania, si vide in lui un sovrano
degno di Carlo Magno e di Ottone I, all'esempio dei quali egli
effettivamente riteneva d'ispirarsi nella sua concezione dell'Impero
universale; e anche in Italia, nonostante l'implacabile guerra che egli vi
portò, fu ammirato e sorretto dai giuristi bolognesi. |
FEDERICO BARBAROSSA - STORIA DI MILANO
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