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L’umorismo è
intatto e l’entusiasmo, se possibile, cresciuto. Gianni Mura si (ri)scopre
e procede nei suoi obiettivi di total look. “Perlomeno, sono uno che sa
cosa fare da grande”, esordisce, sorridente e scanzonato e prosegue,
“per portare avanti questo progetto ho dovuto rinunciare a impegni
cinematografici, di politica e trascurare programmi di beauty comfort.
Ma per fortuna sono uno che si sa adeguare...”. Stiamo al gioco delle
sue battute e gli domandiamo chi è il suo consigliere e perché ha
lasciato la Sardegna: “mia moglie, anima femminile e testa pensante, è
lei la mia grande consigliera, insieme al mio manager e collaboratori,
naturalmente. Il trasferimento è invece legato alla selettività. Ha mai
sentito parlare del popolo dei creativi, dei cervelli in fuga? Le èlite,
in ogni settore, emigrano e io non sono venuto a Milano con la valigia
legata 'a spago'...”. Riemerge il suo istinto provocatorio, la sua
capacità di stupire, spiazzare, sorprendere. Un Gianni Mura che
disorienta e incanta. Torna serio e riprende: “Voi penserete che voglio
ingrandirmi, ma così non è. Ho semplicemente deciso di attivare un
processo che, fra qualche anno, familiari e collaboratori dovranno
portare avanti con la stessa passione che ci ho messo io e che mi auguro
di avere trasmesso anche a loro. Quello che ho ricavato in Via Montenapoleone è un luogo raffinato di dialogo e confronto tra gente di
varia personalità e provenienza accomunati dalla passione della moda e
della individualità. Veri designer di raffinata cultura, i miei clienti.
Le basi sono quelle che le tendenze dei grandi stilisti propongono. I
particolari sono quelli che ogni persona di buon gusto sceglie per se
stesso”. Domandiamo a Gianni Mura cosa ne pensa dei grandi stilisti e
gli artisti da passerella: "loro sono in grande", risponde. “Io non
potrei creare una collezione per tutti. Mi perderei. Sono per
l'individualità. Per quel particolare che fa la differenza”. Però
ammette: "li apprezzo molto e amo guardarli in televisione, quando
posso, alla sera. Oppure assistere a qualche sfilata, ma non imitarli.
Loro dialogano virtualmente. Io dialogo dal vivo. Quanto tempo toglierei
a me stesso e ai miei clienti? Amo la gente da vicino. La clientela che
sono riuscito a creare è in linea con il mio pensiero e questo mi
gratifica. Il mio è un rapporto diretto e paritario con tutti. Pensi che
non riesco a rispondere agli inviti di rete (almeno per ora) e me ne
duole. Conquisto dal vivo a discapito dei social networks”. Pagine
spontanee in un concetto di marketing privilegiato che comprendono le
sue scelte. Il polo d'attrazione esistente tra Gianni Mura e la moda che
racconta è condivisa da una città dove arte, business e buon gusto
convivono e si fondono.
Ufficio Stampa Gianni Mura
www.giannimura.it
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